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Si avvicina la Pasqua e già da qualche settimana nella nostra pasticceria si può assaporare il dolce pasquale più amato: la Colomba.

La Colomba è molto simile ad un altro dolce, re delle feste, ossia il Panettone. Gli ingredienti sono per lo più gli stessi e comprendono la farina, il lievito madre, le uova, il burro, lo zucchero e le arance candite. La differenza più grande riguarda l’esterno: la Colomba prevede una copertura a base di zucchero e croccanti mandorle. Oltre agli ingredienti, i due dolci condividono il metodo di produzione, che prevede due o più lievitazioni.

Come nasce la Colomba Pasquale?

La forma di questo dolce ha un forte valore simbolico: la colomba infatti nell’immaginario cristiano rappresenta la pace, la salvezza e l’amore. Le leggende che riguardano questo dolce sono molte e tutte affondano le proprie radici nell’epoca medioevale.

Come già scritto in precedenza, la Colomba è molto simile al Panettone, e non è un caso. Infatti molte leggende dietro a questo dolce pasquale nascono proprio in Lombardia, patria del Panettone.

Granella di zucchero su Colomba Pasquale di Angelo Inglima

La Colomba come simbolo di pace: il dono dei Pavesi

La leggenda più antica ha origine nella città di Pavia. Nel 572, nel periodo appena successivo alle Invasioni Barbariche, dopo quasi tre anni di sanguinosa resistenza, Alboino alla guida dei Longobardi entrò in città. I Pavesi, in segno di pace e per ingraziarsi i feroci barbari, regalarono ai conquistatori un soffice dolce a forma di colomba. Leggenda vuole che dietro questo grande gesto di pace, ci sia il vero motivo per cui Pavia non fu saccheggiata e divenne la capitale del nuovo regno longobardo.

La Colomba e la Quaresima

Un’altra versione della leggendaria storia della Colomba vede protagonisti la regina Teodolinda col marito Agilulfo e San Colombano, abate irlandese alla guida di un folto gruppo di pellegrini. Secondo la leggenda due sovrani offrirono ricche libagioni che l’abate rifiutò dal momento che era periodo di Quaresima. I due sovrani si offesero e fu così che San Colombano, benedicendo tutte le pietanze, le trasformò in bianche colombe di pane, in modo che tutti i fedeli potessero prendere parte al banchetto, nonostante la Quaresima.

Queste leggende lasciano intendere che fin dal Medioevo in Lombardia e in tutta l’Italia settentrionale esistesse già un dolce simile alla nostra moderna Colomba.

La Palummeddra siciliana

Per quanto riguarda, invece, l’Italia meridionale va menzionata la tradizionale Palummeddra siciliana. Al suo impasto dolce a base di farina, zucchero, cannella, vengono abbinate le uova sode. Le Palumeddre vengono prodotte per lo più nella zona di Ragusa e dei monti Iblei e ancora oggi vengono regalate ai bambini o scambiate fra gli innamorati.

La Colomba moderna

Il dolce pasquale che fra qualche giorno volerà sulle nostre tavole imbandite a festa ha in realtà origini moderne. Erano gli anni Trenta quando il geniale pubblicitario Dino Villani, “padre” della festa di San Valentino e del concorso di Miss Italia, trovò il modo per non far interrompere il ciclo produttivo dei macchinari del Panettone che la Motta aveva iniziato a produrre in maniera industriale.

Se ci pensate bene, le differenze fra il Panettone e la Colomba sono poche. I due dolci da forno, infatti, oltre che per la forma, si distinguono per l’assenza di uvetta e la presenza di una copertura di croccanti mandorle.

Ma c’è ancora un’altra storia, che ha qualche tratto di leggenda in più e meno marketing strategico.

La versione veronese…

Ben prima dell’estro artistico di Villani, in Veneto si produceva già un dolce, detto fugassa, a forma di colomba. L’impasto prevedeva, oltre alla farina, alle uova e allo zucchero, il miele, la vaniglia, le mandorle, le nocciole e la frutta candita. Questo impasto aveva bisogno di tre lievitazioni, proprio come la Colomba che anche noi produciamo. L’epicentro della produzione fin dalla fine dell’Ottocento fu Verona, città che ancora oggi vanta di aver dato i natali a questa dolce tradizione.

… e la nostra versione

A noi della Pasticceria Inglima piace pensare che questo dolce non abbia un’unica storia dietro le proprie ali, ma che, come ogni tradizione culinaria, sia nata un po’ per caso e che si sia evoluta, fino ad arrivare a noi.

A noi piace farla sia nella maniera più tradizionale, sia utilizzando materie prime della nostra splendida terra, come ad esempio il pistacchio, gli agrumi e le farine di grani siciliani.

Ora però dobbiamo tornare a coccolare il nostro lievito madre, sempre pronto all’impasto!

Buona Pasqua da tutti noi! E non dimenticatevi di far atterrare una dolce Colomba sulle vostre tavole!